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L'Abside
La trasformazione barocca che ha interessato la zona absidale parte dal 1703 ad opera di Filippo Meda, da poco nominato vescovo di Conversano: l'altare maggiore con la grandiosa macchina lignea intagliata e dorata venne spostato nell'abside centrale con il conseguente ampliamento del coro. La macchina lignea era costituita da una trabeazione sorretta da un sistema di paraste poggiate su un basamento; i vuoti tra le paraste erano occupati da nicchie entro le quali trovavano allocazione statue lignee di vescovi e santi. Le due ali dell'altare ligneo facevano da proscenio alla parte centrale dello stesso, occupato da una nicchia, decorata con colonne tortili, entro la quale trovava posto la statua della Vergine Maria sormontata da due angeli. La macchina lignea terminava con una rappresentazione del Pantocratore adornata da una schiera di angeli.
A ridosso di tale struttura si allocavano, sui due lati, i sedili riservati al clero, anch'essi in legno ma decisamente meno intarsiati. Il catino dell'abside, entro il quale trovava posto l'altare ligneo, era adornato da un notevole affresco, raffigurante l'assunzione al cielo della Vergine; nel 1660, infatti, il vescovo Giuseppe Palermo consacrava solennemente ad ella la chiesa. L'incendio del 1911 non risparmiò nulla di quella splendida macchina, fulgido esempio della maestria degli ebanisti del tempo, capaci di creare, attraverso un materiale semplice quale il legno, il giusto scenario per intronizzare l'effige della Vergine.
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