cattedraleconversano_qr

Vai ai contenuti
Home     Precedente     Successiva
I Campanili
Le torri campanarie laterali, che incorniciano il prospetto posteriore, concorrono all'inserimento della Cattedrale di Conversano nella tipologia di romanico definito "gruppo pugliese". Essa presenta la caratteristica di inglobare con un muro rettilineo le absidi, sul modello della Basilica di San Nicola di Bari. Non è possibile affermare che un tempo la prima torre, quella su via Lamberti, fosse più antica e distaccata dall'edificio; si ritiene che il campanile meridionale sia coevo all'altro e non più antico, per cui entrambe le torri erano contemporanee alla Cattedrale stessa. Fu in parte inglobato nel corso del XV secolo quando venne ricavata la cappella di S. Antonio, l'attuale sacrestia; per cui appare evidente che il campanile non esisteva quando era ancora in uso il piccolo edificio, ma venne innalzato quasi contemporaneamente alla cattedrale romanica. Risulta suddiviso in due ordini, di cui quello inferiore realizzato con un'alta zoccolatura di conci calcarei perfettamente squadrati di media grandezza, terminante con una cornice marcapiano da cui partono tre bifore con colonna centrale e capitello a crochet. In alto, in corrispondenza della copertura a falde, la cornice è dentellata.
Il campanile che si affaccia sul largo della corte risulta avere gli stessi canoni stilistici, si differenzia per la presenza di un torrino cupolato all'interno del quale sono sistemate le campane. Il torrino è dotato di due archi semplici e di due archi all'interno dei quali sono ricavate due bifore. La parete che collega il campanile alla sacrestia presenta delle singolarità artistiche-architettoniche; si tratta di tre segni lapidari scolpiti sui rispettivi conci. Risultano essere incisioni, veri e propri segni ricavati sui conci, riferibili all'attività dei mastri muratori, questi indicavano il lavoro eseguito, o la cava di provenienza o la bottega esecutrice dei lavori. Il primo si trova in corrispondenza dello spigolo sud-est, su via Lamberti, contando undici corsi di pietra dal pavimento stradale; il secondo invece è posto in coincidenza del sedicesimo corso di pietra sempre a partire dalla sede stradale. Il primo segno raffigura una rosetta a cinque punte del diametro di 7 cm, mentre il secondo è interpretabile come un'ascia mancante del manico verticale. Entrambi sono databili tra la fine del XIII e la metà del XV secolo.
Torna ai contenuti