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Portali "della Madonna e dei S. Medici"
La facciata si può considerare un rifacimento in stile attribuibile all'ing. Pantaleo, a seguito dell'incendio del 1911. Questa risulta scandita dalla presenza di tre false paraste che dividono la superficie in quattro porzioni. Ognuna di queste porzioni risulta essere suddivisa da diversi elementi in bassorilievo che segnano la successione verticale. La parte sommitale è scandita dalla presenza di archetti ogivali poggianti su beccatelli decorati con temi floreali; ogni archetto incornicia piccoli bassorilievi con raffigurazioni vegetali (giglio, pigna o acanto) oltre a figure o scene umane (Daniele tra i leoni, teste-ritratto). In questa successione, si incastonano, in modo simmetrico, tre piccole monofore riccamente decorate a bassorilievo di rami e foglie. Le monofore incorniciano due piccole aperture circolari, aperture che richiamano, per forma e decorazioni, due piccoli rosoni oltre agli stemmi del vescovo d'Itri o alle insegne degli Altavilla ecc.. Tutti questi elementi formano una fascia riccamente decorata che delimita la parte sommitale della facciata e che idealmente poggia al di sopra di un arco ogivato. Archi ogivati che segnano ciascuno degli spazi su cui insistono, che la successione delle finte paraste crea.
La parte inferiore della facciata è dominata, all'interno degli archi, da due portali (di cui uno funge da ingresso mentre l'altro è falso) e da due monofore disposte in maniera alternata. Nella prima arcata troviamo una monofora, terminante ad arco acuto, racchiusa entro una cornice scolpita a bassorilievo con rami e foglie; al di sopra di questa apertura è sistemato un Angelo annunciante armato di lancia, rivolto a destra, mentre nella terza arcata, sempre a coronamento della monofora, troviamo una Madonna con veste lunga. Entrambe le figure, scolpite quasi a tutto tondo, presentano un panneggio curato ed un'aureola ritoccata con bulino. Questa facciata conserva dei frammenti scultorei, che dovevano far parte di un gruppo di scene tratte dal Nuovo Testamento posto probabilmente all'interno dell'edificio o anche all'esterno lungo i portali, elementi che in seguito all'incendio sono stati riposizionati. La "Porta della Madonna" ha uno stile più sobrio rispetto alla sua simmetrica, si articola in molteplici archi acuti ghierati, mentre il primo insiste su due colonne circolari poggiate su basi quadrangolari, l'ultimo rientra nella tipologia di età angioina.
Nella lunetta è incastonato il bassorilievo raffigurante la Madonna con Bambino ed astanti entro un baldacchino; interessante è l'architrave sottostante scolpito a fogliame con tre teste umane, che rimandano alla Cattedrale di Matera. Il bassorilievo è databile alla seconda metà del XIII secolo e la sua manifattura è riconducibile a maestranze che nello stesso periodo lavorarono nella Cattedrale di Bitonto. Il "Portale dei S. Medici" non differisce stilisticamente dagli altri, risulta essere anch'esso il frutto della successione di archi omotetici acuti; escluso il primo che poggia su due colonne circolari, tutti gli altri si impostano su false paraste e sono decorati con elementi vegetali e floreali. L'architrave è decorato con fiori e sorregge la lunetta entro la quale è inserito il bassorilievo raffigurante due santi aureolati, che per tradizione si fanno coincidere con i Santi Cosma e Damiano. Le due figure sono separate da una colonnina ottagonale che richiama le colonne del portale, probabilmente l'unico autentico, posto su via Génnari.
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